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Che successo la XXVI Coppa Borzacchini!

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La Singer Nine 1100 Roadster del 1947

50 auto storiche alla scoperta di storia, arte e tradizioni della terra umbra

Da San Gemini a Bevagna, da Spoleto a Trevi. Questa la XXVI edizione della Coppa Borzacchini, tradizionale manifestazione di auto storiche inserita a calendario Asi e valida per il Trofeo Marco Polo, organizzata dal Borzacchini Historic Club Terni nello scorso week end. Ovunque le oltre 50 auto storiche partecipanti hanno catturato l’attenzione di appassionati e semplici curiosi.

Notevolissimo il parco vetture, fedele testimone di un secolo di storia automobilistica. Occhi puntati quindi su una “barchetta” Cisitalia Gilco Ermini Fiat facente parte della collezione Begliomini di Terni, su due rare Citroën DS 19 e 21 cabrio, su una Lancia Aurelia B24, oppure su una B20 del 1953, su una Flaminia 2500 GT Touring Superleggera, su una Fiat 2300 S coupé, su una Singer 1100 roadster del 1947 e su una MG TC del 1945. Insomma lo spettacolo motoristico è stato di livello assoluto. Per parteciparvi sono giunti perfino dalla Spagna, dall’Olanda e dal Giappone dove il mito per il motorismo storico italiano e per l’indimenticato Baconin Borzacchini è più che mai in auge.

Da parte loro i partecipanti hanno avuto l’opportunità di fare conoscenza ed ammirare scorsi di una regione, l’Umbria, ricca di storia, cultura e tradizioni. Dopo la partenza da San Gemini alla presenza del sindaco Luciano Clementella, le auto storiche si sono dirette a Montefalco dove gli equipaggi hanno potuto fare visita al il Museo Francescano; quindi tappa a Bevagna, sotto la pioggia, per scoprire le botteghe dei mestieri (Gaite) comprendente la seteria che custodisce il telaio circolare funzionante più antico al mondo.

La seconda tappa si è vissuta, con la collaborazione della scorta tecnica dei Vigili del Fuoco di Terni, sull’asse Spoleto – Trevi. A Spoleto i partecipanti hanno avuto l’opportunità, grazie al Comune di Spoleto ed alla disponibilità della Fondazione Monini, di visitare la dimora spoletina del Maestro Giancarlo Menotti, “inventore” e storico “patron” del Festival dei Due Mondi di Spoleto. La manifestazione si è poi conclusa, dopo circa 200 chilometri al Madrigale, lungo la SS Flaminia tra Spoleto e Terni, con il pranzo e la premiazione, durante la quale il club organizzatore ha fatto una donazione alla Croce Rossa dell’Emilia Romagna.