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Stoica penultima tappa per l’imperiese Luciano Carcheri alla Dakar Classic

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L’equipaggio ufficiale della Squadra Corse Angelo Caffi non cala la propria determinazione e chiude a ridosso della top ten la frazione da AlUla a Yanbu

L’aria di Jeddah inizia a farsi palpabile per la Squadra Corse Angelo Caffi, che oggi ha concluso, con la Nissan Patrol numero 225 affidata all’imperiese Luciano Carcheri e Roberto Musi, anche la penultima tappa della Dakar Classic 2021. Il rally raid per la prima volta riservato alle vetture storiche degli anni Ottanta e Novanta in una inedita e appassionante formula di regolarità ha regalato anche oggi momenti di pura adrenalina per gli appassionati italiani, con l’equipaggio portacolori della squadra bresciana che ha raggiunto il bivacco dopo qualche momento thrilling.

Carcheri e Musi, che per scelta non sono accompagnati da un team di assistenza, ma operano in autonomia tutte le riparazioni alla vettura di tappa in tappa, hanno patito oggi quasi subito la mancanza della trazione integrale. La pesante Patrol si è così dovuta destreggiare sulle tecniche piste odierne spinta dalla sola trazione posteriore, non uno scherzo per l’equipaggio che ha dovuto tirare fuori tutta la propria dimestichezza per ottenere un buon risultato.

Il problema è probabilmente al mozzo anteriore – ha commentato Carcheri a fine tappa – ma faremo un controllo rapido per capire se è riparabile. Arrivati a questo punto non importa se con quattro ruote motrici o solo una, l’obiettivo è il traguardo di Jeddah e la nostra determinazione resterà al 101% fino a quel preciso istante”.

Nonostante questa difficoltà aggiuntiva, il duo della Squadra Corse Angelo Caffi ha chiuso la tappa al dodicesimo posto assoluto, quinto di Gruppo H2 e primo della Classe H2.8. Quest’altra prestazione di sostanza permette ai due di rinsaldare la settima posizione assoluta, quarta di Gruppo H2, prima di Classe H2.8, oltre ad essere sempre il primo equipaggio italiano in graduatoria.

La giornata di oggi è stata molto impegnativa per quanto riguarda la navigazione – ha aggiunto Musi – la speciale aveva dei punti davvero veloci e con un fondo in continuo cambiamento. Pazzesca. Anche se siamo a qualche centinaio di chilometri dal traguardo non c’è tempo per le distrazioni, questa gara continua ad essere davvero incredibile sotto ogni punto di vista: tecnico, sportivo e paesaggistico”.

La tappa di domani da Yanbu a Jeddah per un totale di 381 km (trasferimento 263 e prova speciale 118) su un percorso sostanzialmente pianeggiante con fondo su sabbia e terra con qualche duna. Anche se sarà l’ultima fatica, non è da considerarsi la tappa più facile. L’obiettivo però è solo uno, l’arrivo sulle sponde del Mar Rosso, che ad alcuni ricorderà sicuramente il Lago Rosa, emblema di chiusura della Dakar classica.