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Mauro Forghieri non c’è più

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Mauro Forghieri (ph: PrimaPress)

Si è spento ieri il tecnico che ha fatto grande la Ferrari

Ci sono notizie che non si vorrebbe mai ricevere, purtroppo ieri, 2 Novembre, per il mondo della F1 è giunta una di queste: Mauro Forghieri ha lasciato questo mondo. Un giorno molto triste per l’automobilismo mondiale. Adesso potrà raggiungere in cielo il figlio che lo ha preceduto nel grande viaggio ed i suoi amici Enzo e Gilles con i quali ha condiviso gioie e dolori.

Mauro Forghieri può essere considerato un genio nel mondo della F1, un valente tecnico di altri tempi che sapeva progettare e gestire un’auto dalla A alla Z, in evidente antitesi rispetto alla F1 odierna, dove sembra essere indispensabile avere il telaista, il motorista, l’addetto alla trasmissione, l’aereodinamico e, oggigiorno, anche il gestore del sistema ibrido.

Tutti tecnici con esigenze diverse, in continua lotta fra loro per portare acqua al mulino del proprio dipartimento; mentre Mauro Forghieri era capace di riunire dentro di se tutte queste figure e gestire dentro di se le varie esigenze trovando sempre il giusto compromesso che rendeva le F1 Ferrari speciali e spesso vincenti.

Mauro è stato anche un grande precursore, capace di intuizioni avanti con i tempi, come quando agli inizi del 1979 iniziò a pensare a come facilitare la guida ai piloti, che dovevano affrontare le curve guidando con estrema precisione, dovendo cambiare contemporaneamente le marce. Il pilota aveva quindi solo una mano sul volante e l’altra sulla leva del cambio; la soluzione pensata da Forghieri (un cambio semi-automatico con comandi sul volante), consentiva al pilota di tenere il volante con due mani e cambiare contemporaneamente le marce. Nel dettaglio il cambio semi-automatico fu realizzato in collaborazione con la Bendix ed installato su di una 312 T3 con l’azionamento sul volante, tramite 2 pulsanti per salire o scalare le marce secondo la necessità del pilota. Agli inizi degli anni 80′, durante una visita della squadra corse Ferrari, ho avuto la possibilità di ammirare le Ferrari F1 di Villeneuve e Pironi con il cambio sul volante. Il comando che azionava il cambio, era pneumatico ad aria, e secondo Villeneuve pur funzionando molto bene, manifestava problemi di ritardo nella risposta, conseguentemente non era abbastanza veloce per una F1, e fu temporaneamente abbandonato.

La effettiva bontà della intuizione di Mauro Forghieri fu dimostrata anni dopo, quando John Barnard rispolverò il progetto di Forghieri, adottando un comando elettro-pneumatico per l’azionamento del cambio.

Realizzando un cambio semiautomatico molto più veloce, ma fondamentalmente uguale a quello pensato da Forghieri se non per il comando elettrico alle elettrovalvole del cambio. Ripeto Mauro Forghieri era un genio. E Ferrari lo sapeva bene.

Flavio Scopinich