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Diabolik al MAUTO (Colpo grosso al Museo)

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Al Museo dell’Automobile di Torino, in concomitanza con la uscita del film su Diabolik, è stata organizzata una mostra dedicata al personaggio dei fumetti “Diabolik”. Al visitatore viene dato il benvenuto da parte della Fiat 500 Sport 100 HP “Diabolika“ by StudioTorino, una piccola “bomba” con un propulsore di soli 1.368 cm3, capace di erogare ben 100 CV a 6000 giri/min. e di spingere questa vettura a ben 182 Km/h. Le principali caratteristiche estetiche della “Diabolika” riguardano: il colore “Nero Opaco”, le frecce rosse create da StudioTorino e le ruote “Borrani” che montano speciali gomme Pirelli che hanno un battistrada inciso a mano con la mascherina di Diabolik. Altra particolarità della “Diabolika” è rappresentata dagli interni in pelle stampati con i ritratti di Diabolik ed Eva Kant, un insieme di caratteristiche che ben giustificano il nome di “Diabolika” a questa particolarissima “bomba” da collezione, realizzata in soli 2 esemplari.

A fare da contraltare alla Fiat 500 Sport 100 HP “Diabolika“ c’è la famosa Citroën  DS 19 dell’ispettore Ginko, un’auto che nel 1955 al Salone dell’Automobile di Parigi “rubò” la scena a tutte le altre concorrenti grazie alle caratteristiche tecniche ultra moderne come ruote indipendenti, sospensioni idropneumatiche, servosterzo e frizione automatica assistiti idraulicamente, freni a disco servoassistiti; per non parlare del motore di 1.911 cm3 che già all’epoca era capace di erogare 75 CV e riusciva a spingere l’auto a 140 Km/h, grazie anche alla linea filante ed innovativa, frutto della sapiente e felice matita di Flaminio Bertoni.

Sorpassata l’apertura che porta alla sala dedicata alla mostra, ecco comparire un poster gigante dedicato alla mostra, dal titolo “Colpo Grosso al Museo”. Davanti al poster, posteggiata in bella vista appare lei, la “belva nera”, la famosa ed intramontabile Jaguar “E” Type 3.8 Coupé, che ha fatto sognare generazioni di automobilisti ed appassionati lettori dei fumetti di Diabolik. Il Poster evidenzia il doppio 60° compleanno del fumetto di Diabolik e della Jaguar “E” Type: questa bellissima auto fu infatti presentata al Salone di Ginevra nel 1961 suscitando fra l’altro l’ammirazione di Enzo Ferrari. Un’auto diventata una icona di stile e di classe e, come viene celebrato il compleanno del fumetto, il compleanno della Jaguar “E” Type viene celebrato aggiungendo una Jaguar “E” Type Spyder, nella versione più performante da 4.2 litri [l’incremento della cilindrata è ottenuto aumentando il diametro del cilindro da 87 a 92 mm, lasciando invariata la corsa di 106 (mm)]: entrambi i motori montati sulle due auto sono dei 6 cilindri in linea, alimentati da 3 carburatori S.U. doppio corpo.

Una delle chiavi del grande successo della Jaguar “E” Type si può attribuire al fatto che era, al tempo, la macchina più veloce, più performante, più famosa ed incredibilmente più economica delle sue dirette concorrenti, tra le quali Ferrari, Maserati ed Aston Martin: un notevole punto a favore che consentì alla fabbrica di Coventry di raggiungere la considerevole cifra di 72 mila auto prodotte.

Decisamente interessanti – e molto attinenti alla mostra – erano una serie di diorami realizzati con un modello di Jaguar “E” Type coupé  in scala 1:18 che rappresentavano tutta una serie di trasformazioni della Jaguar “E” Type coupé  realizzate da Diabolik per potere seminare i poliziotti di Ginko, avendo come riferimento la relativa striscia del fumetto che descriveva la trasformazione della Jaguar “E” Type coupé e del come realizzava la fuga. Ad esempio, la trasformazione in elicottero, con tanto di piccola elica posteriore, necessaria per compensare il momento rotatorio generato dalle pale del rotore principale.

Un’altra interessante trasformazione rappresentata era quella di avere delle centine circolari attorno alla scocca trasformandola in una “Botte Rotante”, che consentiva all’auto di Diabolik di rotolare lungo la collina e fermarsi sulla strada sottostante. Decisamente pittoresca la trasformazione con passo accorciato grazie alla possibilità di arretrare il telaietto del motore, che consentiva a Diabolik di parcheggiare l’auto su di una corta piattaforma e scendere lungo uno scivolo a valle, lasciando le auto dei poliziotti di Ginko con un palmo di naso.

Decisamente pittoresca anche la trasformazione con carreggiata allargata, grazie a pistoni assiali ed estensibili, che consentiva a Diabolik di camminare su due putrelle di una costruzione lasciando le auto dei poliziotti di Ginko sempre con un palmo di naso. Estremamente ingegnosa la trasformazione con una ruota aggiuntiva nel pianale, che consentiva all’auto di Diabolik di camminare su tre ruote inclinata su di un fianco, per passare in spazi ristretti ed evitare il posto di blocco creato dalle auto dei poliziotti di Ginko.

Alcune volte le cose più semplici sono le più efficaci, cosa c’è di meglio, di un sistema a pantografo capace di sollevare l’auto per farle superare un ostacolo alto come potrebbe essere ad esempio un canneto. Una variazione del sistema precedente consentiva a Diabolik di sollevare l’auto e restringere la carreggiata per passare sopra a stretti steccati in legno.

Come la lucertola sacrifica la coda per distrarre i nemici, così Diabolik sacrificava la sua Jaguar, rifugiandosi con Eva Kant, in un motociclo a tre ruote molto potente e corazzato per sfuggire alle raffiche di mitra dei poliziotti di Ginko. Jaguar “E” Type 3.8 Coupé con bauletto-motociclo corazzato per sfuggire alla raffiche della polizia.

(Testo e foto di Flavio Scopinich)