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Addio a Guido De Prete, un buono dal “piede pesante”

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Guido Del Preta al RAC 1979

Ad onta della statura, non troppo elevata, Guido Del Prete, spentosi questa mattina a Savona a soli 71 anni, era un grande uomo, benvoluto da tutti, un buon padre di famiglia ed un grande lavoratore, prima ancora di essere stato un pilota di alto livello, uno tra i migliori “piedi pesanti” espressi in assoluto dalla Liguria dei rally.

“Guidone” inizia a correre come navigatore nel 1972: prime esperienze con Maurizio Ambrogetti (Fulvia Hf Gruppo 3), Giò Viglino (Renault 8 Gordini), Paolo Monti (128 Rallye) e Bobo Cambiaghi (Alpine A110 Gruppo 3) ma nello stesso anno prova a fare il pilota, al Rally di Torriglia con una Fulvia Gruppo 3, giungendo 37° assoluto. L’anno successivo, dopo due gare – Rally di San Marino e Targa Florio – come co-pilota del savonese Bruno Ferraris, con la Fulvia Hf Gruppo 3 della Scuderia del Grifone ebbe inizio la sua “avventura” a tempo pieno come pilota. Esordio al Rally della Lana a Biella con Fulvia seconda serie Gruppo 3 corredato da un 3° posto assoluto, quindi passaggio ad una Fulvia “fanalone”, un Gruppo 3 ex Vanni Tacchini, e partecipazione a quattro rally: Monti Savonesi, Torriglia, Sanremo e Cesena.

I due anni successivi sono significativi per la sua carriera di pilota. Nel ‘74 sale sulla Fulvia Hf che era di Gianfranco Billia e partecipa a otto gare, tra cui il Sanremo, con ottimi risultati e diversi successi in Gruppo 3. Nel ‘75, convinto da Luigi Tabaton, il “dottore”, approda alla Scuderia del Grifone: gli affidano una Fulvia Gruppo 3 semi ufficiale con cui partecipa a dodici gare, ottenendo dieci vittorie di classe, un secondo posto di classe ed un ritiro; nello stesso anno corre, con una Fulvia Hf Gruppo 4, al Rally 4 Regioni ed al Valli Imperiesi con la Lancia Beta Gruppo 4 ufficiale Grifone. E’ la sua miglior stagione.

Persi due anni per il servizio militare, nel 1978 Del Prete rientra alle gare con la A112 70 Hp che la Grifone gli aveva destinato per correre nell’omonimo trofeo: pochi rally, per via di un grave incidente all’Elba ma, alla fine della stagione, è settimo assoluto. L’anno dopo inizia inaspettatamente con il Rally di Montecarlo con una A112 di un amico, rimasto all’ultimo momento senza partner, e poi continua con la partecipazione al Trofeo A112: è la stagione di Cunico, per lui buoni risultati – con un secondo posto al Sanremo – e la spedizione inglese al RAC, in cui chiude con un esaltante 69° assoluto.

Nel 1980 “Guidone” si allontana dalle corse per problemi lavorativi e limita la partecipazione a due soli rally, il Monti Savonesi – la sua gara di casa, essendo di Varazze – ed il Lanterna, con la Fiat Ritmo Gruppo 2 della Grifone. L’anno dopo corre una sola gara, il Monti Savonesi con la Fiat 127 Gruppo 2 iniezione di Nocentini: è quinto assoluto ma viene superato dal compianto Roberto Melotto. L’addio ufficiale alle corse è vicino e avverrà nel 1982: resta nell’ambiente come delegato della Scuderia del Grifone per il Trofeo A112.

Dall’83 al 1997, ad ogni modo, il nome di Guido Del Prete riecheggia ancora nei rally. “Guidone” corre una o due gare all’anno – in prevalenza Rally di Sanremo, Monti Savonesi, Valli Imperiesi ed una esperienza al Montecarlo – senza però ottenere grossi risultati. Chiude definitivamente nel 1997 a Vigevano con secondo di classe e al volante di una Renault Clio Williams Gruppo N, uscita dall’officina della Turbocar Sport di cui era contitolare. “Nella mia carriera – soleva dire – ho avuto la fortuna di poter partecipare ad un RAC, due Montecarlo, un Martha Rally e dieci Sanremo di cui 3 con l’A112. Rimpianti? Sono stato poco professionale: ho avuto un po’ di presunzione e poca voglia di provare…”.

Ma “Guidone” non era presuntuoso, tutt’altro. Era la persona saggia sempre pronta ad elargirti il consiglio migliore, l’amico vero sempre pronto a fare gruppo. Come nelle rimpatriate con l’allegra banda degli ex “centododicisti”. Resteranno memorabili, in merito, gli incontri nel 2017 in Sardegna a vedere il mondiale e l’anno dopo a correre il 1° Costa Smeralda Storico: lui c’era e la sua presenza si sentiva, la prossima volta non sarà la stessa cosa. Alla moglie Francesca e ai figli Edoardo e Emanuele le nostre più sentite condoglianze.