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Addio a Bruno DjMcRae Banaudi, “naviga” capace e uomo coraggioso

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Ora che Bruno DjMcRae Banaudi ha spento inaspettatamente, ieri a Ortovero a soli 37 anni, per sempre i suoi belli occhi, ci rendiamo conto di quanto la vita sia stata ingenerosa nei confronti di questa persona che viveva a tutto tondo il mondo dei rally, un mondo a cui aveva dato tanto e a cui avrebbe dato tutto. Commissario di percorso, co-pilota dal 2005, pilota dal 2007, e poi nuovamente “naviga”, sino ai nostri giorni, ruolo che ha sempre interpretato con professionalità e serietà, Banaudi ha letto le note ad un sacco di piloti: tra questi, ricordiamo Manuel Villa, Franco Borgogno, Sandro Rossi, che lo volle anche come collaboratore presso la sua azienda, Francesco Aragno, Davide Craviotto, Paolo Benvenuti, Mattia Giordano Barberis, Pier Paolo Grassano, Marco Leonardi, Simone Giordano, Alberto Orengo e Vittorio Cha.

La vita, dicevamo, non è stata generosa con lui. Nel 2007 a Bruno Banaudi venne diagnosticata una malattia degenerativa al fegato, un responso che lo avviò, negli anni successivi, ad un trapianto dell’organo ed ad una lunga lista d’attesa. Affrontò quel periodo con la grinta ed il coraggio di un leone, così come, successivamente, si fece grande forza a fronte delle perdite del padre, a cui era molto legato, e di una sorella. Malgrado tutto ciò

Per dieci volte al via del Rallye di Sanremo, Bruno DjMcRae Banaudi quest’anno era riuscito a realizzare il suo sogno, quello di disputare una prova del Mondiale WRC: ha corso, infatti, a Montecarlo con Domenico Ramoino e poi è riuscito a fare il “bis” a inizio dicembre nel Mondiale a Monza, con Giancarlo Terzi.

L’ultimo saluto a Bruno Banaudi domani, martedì 29 dicembre, alle ore 15.30, nella chiesa parrocchiale di Ortovero. All’amata mamma Isa e alla fidanzata Linda Moro, con cui aveva deciso di convolare a nozze nel 2021, un grande abbraccio e le nostre più sentire condoglianze.