A meno di un mese dal prossimo Rallye Monte-Carlo, il nostro collaboratore Bruno “Brunin” Ferraris rievoca un singolare episodio dell’edizione 1973
Il rally era finito, la sfortuna aveva bloccato le velleità Lancia, in questa edizione con i colori Malboro, dando il via libera al trionfo targato 1973 dello squadrone Renault clamorosamente mancato l’anno prima. Terminati i festeggiamenti allo Sporting, dove i piloti francesi diedero prova della loro abilità nel salire sui tavoli al ritmo rock scandito dal complesso femminile “Love Machine”, a tarda notte tutti rientrammo nei propri alberghi ed iniziò un nuovo giorno ancora nel segno del Rallye di Monte Carlo.
Alle prime ore del giorno mi ritrovai a condurre una delle Lancia Fulvia che aveva partecipato alla gara, sulle tortuose e strette strade di Madonna di Gorbio che portano al Turini, dove ci aspettava la troupe cinematografica ingaggiata dalla Malboro per un filmato pubblicitario. Non fu impresa facile raggiungere il colle, innevato abbondantemente, ma solo in alto, con i pneumatici super chiodati che procuravano ampie derive del veicolo. La troupe era piazzata sul piazzale difronte all’hotel ed il tratto percorso era quello che scende a Peira Cava.
Le tre Fulvia vennero armate di sostegni per poter fissare le (allora) grandi cineprese poste sul tetto, sui cofani, di lato… Simo Lampinen, Amilcare Ballestrieri e Bruno Ferraris dovevano simulare un tratto di gara. Il primo a partire ero io, raggiunto subito da Ballestrieri e poi da Lampinen. Alcune scene furono girate con vari trucchi da fermi, non potendo diversamente. Fu divertente, nella pausa pranzo, sollecitato dai tecnici, vedere Lampinen manovrare con tanta facilità la macchina sulla neve. Il buio ci raggiunse velocemente e fummo costretti a sospendere. Fu una bellissima esperienza che ricordo con nostalgia.
Purtroppo di quel filmato non sono più riuscito ad avere notizie, con probabilità è stato spezzettato e mandato in giro per il mondo, con i relativi problemi che iniziavano a sorgere sul reclamizzare il tabacco.
Righe dedicate ai miei amici e compagni Amilcare e Simo.
Bruno Ferraris (“Brunin” per gli amici)









