{"id":4194,"date":"2022-07-29T16:27:04","date_gmt":"2022-07-29T16:27:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liguriamotori.it\/?p=4194"},"modified":"2022-07-29T16:27:06","modified_gmt":"2022-07-29T16:27:06","slug":"citroen-2cv-una-vettura-ancora-leggendaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liguriamotori.it\/index.php\/2022\/07\/29\/citroen-2cv-una-vettura-ancora-leggendaria\/","title":{"rendered":"Citro\u00ebn 2CV, una vettura ancora leggendaria"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Il 27 luglio 1990 usciva dalla catena di montaggio di Mangualde, in Portogallo, l&#8217;ultima vettura nella serie speciale \u201cCharleston\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 27 luglio 1990 l&#8217;ultima Citro\u00ebn 2CV usciva dalla catena di montaggio, a Mangualde, in Portogallo. Un evento che ha segnato la fine della produzione di un modello di successo, presentato al Salone dell\u2019Automobile di Parigi nel 1948, ma la cui genesi inizia pi\u00f9 di 10 anni prima. Quando \u00e8 stata presentata per la prima volta, la 2CV ha stupito per il suo design originale, la versatilit\u00e0 e l&#8217;economia estrema. Ha saputo distinguersi anche per le sue innovazioni tecnologiche, all&#8217;epoca molto avanzate, tra cui la trazione anteriore, le sospensioni morbide e il motore a due cilindri raffreddato ad aria. Divenuta rapidamente una vettura popolare e molto richiesta, \u00e8 stata una parte integrante della societ\u00e0 e oggi \u00e8 un\u2019icona della storia automobilistica. La Citro\u00ebn 2CV \u00e8 stata progettata appositamente per un ampio pubblico in un momento in cui l&#8217;automobile era ancora un oggetto di lusso. Era un veicolo economico, con caratteristiche innovative, che doveva rispondere alle esigenze della clientela dell\u2019epoca. La 2CV ha conquistato le masse e nel 1990 gli esemplari complessivamente venduti superavano i 5,1 milioni di veicoli (comprese le versioni derivate).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"289\" src=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/01-R-1.jpg\" alt=\"\" data-id=\"4198\" data-link=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/?attachment_id=4198\" class=\"wp-image-4198\" srcset=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/01-R-1.jpg 448w, https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/01-R-1-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/01-R-1-341x220.jpg 341w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"289\" src=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/12-R.jpg\" alt=\"\" data-id=\"4199\" data-full-url=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/12-R.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/?attachment_id=4199\" class=\"wp-image-4199\" srcset=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/12-R.jpg 448w, https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/12-R-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/12-R-341x220.jpg 341w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La genesi<\/strong> &#8211; Gi\u00e0 a met\u00e0 degli anni &#8217;30, Citro\u00ebn inizi\u00f2 a sviluppare un&#8217;auto economica, la futura Citro\u00ebn 2CV. Doveva essere una vettura di piccole dimensioni, capace di andare ovunque e di trasportare ogni cosa, economica nell\u2019acquisto e nella gestione. Queste le esigenze trasmesse dal Direttore Generale all\u2019Ingegner Andr\u00e9 Lef\u00e8bvre, all\u2019epoca Capo Progettista Citro\u00ebn: \u00abFate studiare nel vostro reparto una vettura che possa trasportare due contadini con gli zoccoli, cinquanta chili di patate o un barilotto di vino ad una velocit\u00e0 massima di sessanta chilometri orari con un consumo di tre litri per cento chilometri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie alle sue caratteristiche di vettura molto versatile, parsimoniosa nei consumi e dai costi ridotti, la &#8220;Toute Petite Voiture&#8221; (&#8220;macchina molto piccola&#8221;) era un&#8217;auto per tutti, in citt\u00e0 e in campagna. Il progetto era pronto nel 1939 e doveva essere presentato nello stesso anno ma a causa dell&#8217;inizio della guerra, il Salone dell\u2019Automobile di Parigi non ebbe luogo; i 250 prototipi gi\u00e0 costruiti furono in gran parte demoliti e soltanto pochissimi esemplari furono nascosti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la guerra, Citro\u00ebn riprese a lavorare sul progetto e affid\u00f2 a Flaminio Bertoni l\u2019estetica di quella che diventer\u00e0 la Citro\u00ebn 2CV, un modello completamente rivisto rispetto alla TPV e che fu presentato il 7 ottobre 1948, al Salone dell\u2019Automobile di Parigi.<\/p>\n\n\n\n<p>La Citro\u00ebn 2CV offriva spazio, era senza pretese, simpatica ed economica e in breve conquist\u00f2 il pubblico, diventando l&#8217;espressione di una nuova filosofia del trasporto individuale e un simbolo di libert\u00e0 e gioia di vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>A causa delle scarse materie prime, Citro\u00ebn inizialmente era in grado di garantire una produzione limitata. Ci\u00f2 ha comportato in breve liste di attesa fino a sei anni! Il prezzo di acquisto della Citro\u00ebn 2CV era molto basso, cos\u00ec come i costi di manutenzione dovuti alla semplice tecnologia. Infatti era economica in termini di consumi e richiedeva poca manutenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corpo in acciaio a quattro porte della Citro\u00ebn 2CV non \u00e8 stato progettato per essere autoportante e, come la maggior parte dei componenti aggiuntivi, \u00e8 stato avvitato al telaio. Invece di un tetto fisso del veicolo in acciaio, il veicolo era dotato di un tetto avvolgibile in cotone impermeabilizzato per rendere il veicolo pi\u00f9 leggero e aumentare il benessere a bordo, anche allora! Il comportamento alla guida della Citro\u00ebn 2CV era caratterizzato da una mobilit\u00e0 piuttosto buona anche al di fuori delle strade asfaltate e da una notevole inclinazione laterale in curva. A causa del corpo leggero, del motore boxer e del serbatoio ribassati, c&#8217;era un baricentro favorevole, quindi il ribaltamento era quasi impossibile. Inizialmente, tutti i veicoli erano completamente equipaggiati con freni a tamburo. Dal 1981 sono stati installati i freni a disco anteriori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le motorizzazioni<\/strong> &#8211; Il nuovo motore boxer bicilindrico raffreddato ad aria con una cilindrata iniziale di 375 cm3 sviluppava 6,6 kW (9 CV) ed era dotato di serie di un cambio a quattro velocit\u00e0 per la prima volta. Seguirono numerose altre fasi di sviluppo. Il motore da 602 cm3 incorporato nella Citro\u00ebn 2CV6 del 1970 inizialmente aveva 21 kW (28 CV). In tutti i veicoli \u00e8 stato possibile avviare il motore utilizzando la manovella usata per il cambio delle ruote dell\u2019auto. La prima versione della Citro\u00ebn 2CV con 9 CV ha raggiunto una velocit\u00e0 massima di circa 70 km \/ h. Gli ultimi modelli con 29 CV hanno raggiunto una velocit\u00e0 massima di 113 km \/ h. La 2CV \u00e8 uno dei pochi veicoli la cui potenza del motore di base \u00e8 pi\u00f9 che triplicata nel corso delle fasi di sviluppo!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La 2CV Fourgonnette<\/strong> &#8211; Nella primavera del 1951 fu introdotta la versione \u201cFourgonnette\u201d, realizzata sulla base della berlina ma che a partire dal montante centrale proponeva uno spazioso vano di carico dalle forme regolari. Offriva una grande facilit\u00e0 di carico attraverso due porte a battente nella parte posteriore. La versione 2CV Fourgonnette veniva spesso utilizzata nel servizio pubblico, ad esempio dal servizio di soccorso stradale francese o come veicolo postale in Belgio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"291\" src=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/06-R.jpg\" alt=\"\" data-id=\"4195\" data-link=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/?attachment_id=4195\" class=\"wp-image-4195\" srcset=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/06-R.jpg 448w, https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/06-R-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/06-R-341x220.jpg 341w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"448\" height=\"291\" src=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/05-R.jpg\" alt=\"\" data-id=\"4196\" data-full-url=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/05-R.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/?attachment_id=4196\" class=\"wp-image-4196\" srcset=\"https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/05-R.jpg 448w, https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/05-R-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.liguriamotori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/05-R-341x220.jpg 341w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Le serie speciali<\/strong> &#8211; A partire dal 1976, furono sviluppate numerose serie speciali a iniziare dalla Spot, realizzata sulla 2CV Club, con la carrozzeria nella tinta Orange Tener\u00e9. La Spot era sviluppata con motore da 435 cc e, solo per la Svizzera da 602 cc. Furono vendute tutte cos\u00ec rapidamente che pochi anni dopo si pens\u00f2 a nuove serie speciali. Nel 1981 arriv\u00f2 la Charleston (che doveva chiamarsi Tr\u00e9fle, come la piccola 5HP Citro\u00ebn degli anni \u201820) e che era un omaggio agli \u201canni folli\u201d, in stile retr\u00f2, gialla e nera o bordeaux e nera (poi arriv\u00f2 anche una sofisticata versione in due toni di grigio), nel 1983 le France3 (che in Italia si chiamarono Transat, poi nel 1985 le Dolly, nel 1986 le Cocoric\u00f2 tricolori e persino una versione dotata di frigobar allestita in collaborazione con una nota ditta di acque minerali: la 2CV Sp\u00e9cial Perrier (1988). Ma tra tutte, quella che ebbe maggior successo, fu certamente la Charleston che sostenne a tal punto le vendite della 2CV da prolungarne la vita fino al 1990, quando le nuove normative europee ne fecero terminare la produzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un simbolo ancora oggi<\/strong> &#8211; Il modello unico divenne immediatamente un bestseller. Dopo che l&#8217;ultima 2CV usc\u00ec dallo stabilimento Citro\u00ebn a Mangualde (Portogallo) il 27 luglio 1990, la piccola 2CV si trasform\u00f2 in un veicolo di culto. Oggi, come nessun altro modello, \u00e8 sinonimo di libert\u00e0, fascino francese, anticonformismo e avventura. Ancora oggi, migliaia di appassionati la collezionano e ne fanno il simbolo del loro stile di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia, sono migliaia i collezionisti e amanti del modello, riuniti in gruppi locali e comunit\u00e0 web, oltre ai due Club ufficiali dedicati a questa vettura: l'&#8221;Associazione Internazionale Club Citro\u00ebn e Derivate Italia\u201d di Beinette (CN) e il \u201cClub Italia Bicilindriche Citro\u00ebn\u201d di Lodi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 27 luglio 1990 usciva dalla catena di montaggio di Mangualde, in Portogallo, l&#8217;ultima vettura nella serie speciale \u201cCharleston\u201d Il 27 luglio 1990 l&#8217;ultima Citro\u00ebn 2CV usciva dalla catena di montaggio, a Mangualde, in Portogallo. 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