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Millesimo, terra da rally

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1985: Delbono - Assandri al Giro dei Monti Savonesi (ph Studio Alquati)

Il pilota Roberto Delbono ricorda come nacque la sua passione e quella di un gruppo di amici che diedero vita al Rally Valli del Bormida

È un ricordo indelebile, come una fotografia: avevo sei anni quando mio padre mi portò a vedere il rally dei Monti Savonesi. Quella strada sterrata, le Fulvia, i 124 che affrontavano le curve di traverso… Tutti quei colori erano qualcosa di meraviglioso. E la mia esclamazione fu subito: “Da grande farò il pilota!”. Mentre altri bambini sognavano di fare il pompiere o l’astronauta, io ero convinto: sarei diventato un pilota di rally.

Per un bambino a Millesimo, appassionarsi di rally era facilissimo. Dapprima, per la presenza di Mauro Pregliasco, pilota Lancia, un millesimese che tutti noi imitavamo anche con le biciclette, naturalmente giù dalla prova speciale della Madonna del Deserto. Poi c’era il passaggio dei furgoni della Lancia che scaricavano le gomme in un grande garage qui a Millesimo, sempre di Pregliasco. Noi ragazzini ci precipitavamo a dare una mano, facendo rotolare quelle ruote – alcune anche piene di chiodi – fino al garage. Il premio? Un adesivo Lancia!

L’adrenalina continuava a crescere perché, nel mese che precedeva il Rally di Sanremo, noi dalle scuole elementari di Millesimo guardavamo fuori dalle finestre, tenendo d’occhio l’arrivo dei furgoni Lancia. Parcheggiavano davanti al ristorante di Domenico, “La Gaietta”, proprio davanti alle scuole. Noi ragazzini appassionati non vedevamo l’ora di uscire da scuola per ammirare questi furgoni, certi e speranzosi che da lì a qualche momento sarebbero arrivate anche le macchine da rally (i famosi muletti) con i piloti ufficiali, che arrivavano per provare la PS della Madonna del Deserto in vista del Rally di Sanremo.

E così uno cresce. Piano piano, si vede un gruppo di ragazzi più grandi che inizia a organizzare gimcane, a costruire la pista di autocross in Piana e che, quando la neve scendeva copiosa, partivano con le loro macchine parcheggiate davanti al Bar Sport per andare sulla strada del Colle del Melogno, innevata e battuta dagli spartineve, e percorrerla finché c’era benzina a suon di traversi. Io mi aggregavo a loro, come trasportato, anche perché non avevo ancora la patente. Questi ragazzi, con la loro grande passione, stavano per costituire il Rally Club Millesimo.

Parte di quel gruppo, con macchine quasi di serie, iniziò a fare tutti i rally dell’Alessandrino, del Pavese, del Piemonte e della Liguria, con le grandi assistenze capitanate da Ezio Bergero e Torello (Totto). Si arriva così al 1981, quando questo gruppo organizza il primo Rally Valli del Bormida. Per noi, dare una mano era la stessa cosa di quando scaricavamo le gomme dai furgoni della Lancia. Ricordo che avevamo montato una copertura con un telo di un camion della ditta Fresia Trasporti per creare un po’ d’ombra e, in caso di maltempo, riparare dalla pioggia i tecnici delle verifiche di quel primo rally.

Dal 1982, finalmente patentati, iniziammo a vedere parecchie auto iscritte al Rally Club Millesimo, pronte a correre i rally di zona di prima e seconda serie. Con Danilo Assandri a gestire l’organizzazione dell’assistenza, il lavoro diventò imponente. Ricordo che nel 1982, alla finale CRN a Imperia, avevamo ben otto vetture iscritte al Rally Club Millesimo e noi coprimmo tutta l’assistenza con quattro furgoni, magari “alla buona”, ma sempre con grande professionalità.

Dopo il rally degli Imperiesi, dal 1983, mentre il Rally Valli del Bormida prendeva piede nei rally di zona, crescevano anche le adesioni degli iscritti con le proprie vetture dai vari paesi vicini: Altare, Cairo, Cengio, da tutta la Val Bormida e anche dal versante piemontese. Equipaggi che credevano in quella scuderia. Naturalmente, a quei tempi era molto più semplice correre che ai giorni d’oggi. Anche se l’impegno economico è sempre stato tanto, la differenza tra ieri e oggi è che ieri si poteva prendere una macchina più o meno a posto e, piano piano, con pezzi quasi “di fortuna”, montarsela.

Così ho fatto io, in coppia con Mauro Assandri, e come noi lo hanno fatto tanti di quel tempo, tant’è vero che nel 1984 il Rally Club Millesimo contava 34 equipaggi che correvano nei rally di zona. Il momento più bello di quei tempi, oltre al giorno della gara, era il giovedì sera. In un garage dei fratelli Assandri, che fungeva da punto base, tutti gli equipaggi portavano il materiale: le taniche di benzina, le gomme e i pezzi di ricambio, per poi distribuire le varie cose sui furgoni e sulle macchine che avrebbero fatto assistenza. Quelle sere erano un momento di aggregazione: partiva naturalmente l’aneddoto, sempre con spiegazioni di curve scivolate e cambiate, e alle volte non ci accorgevamo che era venuto molto tardi e che eravamo ancora lì come fossimo stati al bar.

Nel 1985, finalmente, anch’io iniziai a correre! In coppia con Mauro Assandri. Quella famosa esclamazione era diventata realtà. Il Rally Club Millesimo ha vantato piloti molto bravi come Claudio Vallino, Roberto Pellerino e tanti altri, mettendosi in evidenza anche nella classifica assoluta di alcuni rally. Sempre in crescita, si continuava nella gestione della scuderia come squadra corse. Ma, ahimè, dagli anni ’90 arrivano i noleggiatori di vetture da rally e non era più così semplice prepararsi una vettura con il fai da te. Quindi, si perde un po’ quella passione di farsi le cose e di  fare assistenza, insomma il mondo dei rally stava cambiando.

Nonostante tutto, il Rally Club Millesimo era sempre presente nelle gare con piloti che portavano alto il nome di Millesimo. L’apice di questi ultimi tempi è stato il 2009 al Rally Valli del Bormida: gli equipaggi iscritti al Rally Club Millesimo erano ben 14, un numero molto esaltante visti i costi da sostenere per poter correre un rally.

Il Rally Club Millesimo ha continuato in un altro modo a cercare quell’aggregazione di quei tempi lontani. Naturalmente, ogni volta che si finiva una gara, nei giorni seguenti ci si trovava in sede per commentare e per vedere i famosi cameracar. Anche questo era rally.

Oggi il Rally Club Millesimo non esiste più, ma quando ci incontriamo con amici piloti di quei tempi, abbiamo dei bellissimi ricordi. E io, dopo quarant’anni dalla prima gara, ho ancora cucito sulla tuta che uso per correre lo stemma ‘Rally Club Millesimo’. Direi che oltre alla passione c’è sempre stato tanto…

Roberto Delbono